Acqua e sapone

venerdì 18 novembre 2016


Il sapone di Marsiglia proviene dal sapone di Aleppo: un tesoro che si scioglie ogni volta sotto l'acqua e che disperde nelle nostre mani migliaia di anni di cultura e di storia. Ora quella terra è stata distrutta dalla guerra. Tenere in mano uno di quei saponi e girarlo sul palmo come un cubo di Rubik mi fa un certo effetto, perché quella civiltà e quella cultura millenaria sono state letteralmente rase al suolo.

La tecnica di fabbricazione originaria della città di Aleppo, in Siria appunto, è a base d'olio d'oliva e di alloro, e si è diffusa grazie alle crociate attraverso il bacino del Mediterraneo, passando per l'Italia e la Spagna, fino a raggiungere Marsiglia dove quel sapone ha fatto storia.

Colleziono vecchi saponi. Quelli che vedete in foto provengono da alcuni mercatini delle pulci francesi. Mi piace mescolarli con quelli nuovi prodotti ancora artigianalmente e utilizzarli come piccoli oggetti d'arredo.

Dopo aver attraversato insieme a voi l'azzurro del Mediterraneo, vi saluto con questa ultima foto che si chiude sul porto di Marsiglia.

Ma è solo una tappa. Il nostro viaggio continua.

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Le bellissime foto che accompagnano il nostro nuovo racconto sono di Infraordinario Studio. Le carte da parati dipinte a mano, quelle di stampo classico a fiori, le ceramiche artigianali e la biancheria da bagno firmata Blanc Mariclòle potete trovare da noi in negozio. 

Succi Creazioni d'Interni | Via Giorgio Regnoli, 4 | 47121 - Forlì (FC) Italia | tel. +0543 32272 | cell. 339 6416483 | succi.arredamenti@gmail.com



Da leccarsi i baffi

martedì 19 luglio 2016


Mi capita spesso di iniziare qualcosa per caso, di seguire l’onda del momento senza starci troppo a pensare. Mentre la mente vaga le mani lavorano e quando i pensieri si ricongiungono con le azioni sono la prima che si sorprende del risultato. Mi è successo anche oggi e adesso che guardo la mia bella torta ai lamponi ripenso alla giornata che non è iniziata con uova e farina... 

Le idee mi fioriscono in testa soprattutto quando sto fuori e quando rientro e mi capita di andare in cucina ecco le mani cercare libero sfogo. E così oggi ho preso burro e cioccolato e li ho messi insieme in un pentolino sul fuoco lasciando che si sciogliessero piano piano a bagnomaria. 

Sapevo di avere un bel cestino di lamponi freschi e aprendo il frigo per prendere le uova il loro tenue profumo mi ha colto come un invito. Tuorli e zucchero mescolati insieme, gli albumi li ho montati a neve. Ho aggiunto un bicchierino di cognac perché mi piace quella nota particolare che lascia nella torta una volta evaporato l’alcol in cottura. Ho amalgamato dal basso verso l’alto, delicatamente ho mescolato finché il composto non è apparso perfetto. 

Ho messo in forno per 30 minuti e nel frattempo, ho finalmente colto l’invito dei miei lamponi. Li ho lavati e asciugati con la cura delicata di chi ha paura di far male. Il loro timido profumo si è spanso in attesa di fondersi con l’aroma di cioccolato della torta appena sfornata. 


E pensare che questa mattina mi sono alzata prestissimo per passare tutta la giornata in campagna. Avevo lasciato le persiane della mia camera da letto spalancate perché adoro aprire gli occhi con l’aurora. In questo periodo dell’anno se ti svegli prima del sorgere del sole vedi la luce invadere con forza le tenebre che intimidite indietreggiano fino a scomparire. 

Ecco, io mi sveglio all’alba per farmi inondare dalla luce del giorno che nasce. E così pervasa me ne sono andata per il solito viottolo lasciando liberi i pensieri. Il cestino lo porto sempre con me perché la natura è buona e generosa e non manca mai di omaggiarmi con qualcosa di speciale. 

Cammino senza fare troppa attenzione tanto il sentiero lo conosco al punto che il suo solco l’ho scavato coi miei passi. Vengo qui da quando sono piccola e nonostante questo ogni volta, ogni cosa mi sembra nuova. Questi fiori li oggi per la prima volta. Eppure il cespuglio è folto e rigoglioso e non sembra sia nato da poco. Mi fermo attratta dalla corolla semplice e dal rosa appena accennato dei petali. Il profumo è quasi impercettibile ma piacerebbe al naso di un grande profumiere francese. 

Dico grazie e faccio un piccolo inchino di riconoscenza, poi colgo qualche ramo da mettere nel mio cestino. Anche oggi ho avuto il mio dono dalla natura. Continuo la passeggiata fino al limitar del bosco canticchiando vecchie canzoni. 


Cucù, sei tu? Chi c’è là dietro di te? Nessuno lo sa. 

In verità i fiori non coprono, non nascondono. Sono lì per abbellire fosse una tavola, un angolo di casa o anche una persona. Collo, anse, pancia e piede sono le parti dell’anfora antica e sono io. 

Dunque così, con il mazzo di fiori sorretto a due mani sono il vaso per i miei bellissimi rami. 

Ho la testa tra le fronde o il mio corpo è fiorito? La risposta non viene e resto in attesa, sospesa per qualche minuto… 


Al mio segnale scatenate le mani… fuori i folli pensieri dentro l’azione. Ho raccolto i fiori questa mattina presto dopo una lunga passeggiata. Li ho presi perché sono come me all’apparenza semplici, ma se ti soffermi un po’ sono pieni di dettagli inaspettati. 

I petali sono delicati e comuni con quel tanto di presunzione che basta a far abbozzare la forma di un cuore. Banalmente bianchi se non fosse per il rosa talmente impercettibile che potresti pensare che sia soltanto per timidezza. Singoli, formano coppie o piccoli gruppi sui rami. 

Li ho tenuti in mano raccolti come in un vaso e adesso voglio riempire con la loro discreta bellezza tutta casa. Prendo bicchieri spaiati, bottigliette vuote di succhi di frutta, qualche vasetto di vetro di yogurt. Poco importa se non sono vasi di finissima porcellana cinese dove un ramo di orchidea pretenderebbe di essere sistemato. 

Fiori come questi non hanno bisogno di ornamenti inutili, la loro bellezza sussurrata si percepisce meglio senza orpelli. Mi diverto a dividere i lunghi rami fioriti in piccoli tralci perché ogni fiore possa avere il suo spazio, la sua luce, possa far sentire forte il suo nome.


La giornata è lunga, le cose fatte già tante. Ho sistemato i vasetti fioriti in ogni stanza e adesso mi serve un po’ di riposo, un po’ di ristoro. Vado in cucina preparo un tè alla menta super rinfrescante fatto come dio comanda. Mentre aspetto il tempo di infusione penso ai miei piccoli fiori. 

Giulietta si struggeva chiedendosi se la rosa con un altro nome avrebbe lo stesso dolce profumo, io mi domando quale sia il loro nome. Anonimi, ma non per questo meno odoranti mi ricordano l’aroma dei frutti di bosco. 

Cara Giulietta, con la loro semplicità questi fiori hanno risolto l’enigma in cui sei rimasta intrappolata per secoli. Intanto, ripensando ai frutti di bosco mi viene l’acquolina, le mani si attivano spinte dal ricordo del cestino di lamponi freschissimi che mi hanno regalato.

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Ricetta torta al cioccolato e lamponi

Ingredienti:
200 gr di cioccolato fondente
200 gr di burro
150 gr di zucchero a velo
4 uova
2 cucchiai di fecola di patate
1/2 bustina di vanillina
un bicchierino di liquore
lamponi freschi (lavati e asciugati) 

Cominciate la preparazione sciogliendo a bagnomaria il cioccolato insieme al burro. Dividete i tuorli dagli albumi, che dovete mettere da parte per essere montati, e mescolateli con lo zucchero a velo. Fate raffreddare per qualche minuto la salsa di cioccolato prima di unirla ai tuorli lavorati con lo zucchero, avendo cura di lasciarne da parte un pochino per la guarnizione finale. Aggiungete poi la fecola di patate, un bicchierino di liquore e la vanillina. Montate a neve gli albumi e uniteli con delicatezza al resto dell'impasto fino a che non siano perfettamente amalgamati. Imburrate la teglia e foderatela con della carta forno, versate metà del composto e cospargetelo con una manciata abbondante di lamponi che coprirete poi con l'impasto rimasto, livellate la superficie e mettete in forno a 180 gradi per 30-40 minuti. Lasciate raffreddare la torta e decoratela a piacere con la salsa di cioccolato e i lamponi freschi rimasti. 

Da leccarsi i baffi. Provare per credere.

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Le bellissime foto che accompagnano il racconto di Paola Conficoni sono di Infraordinario StudioLa tela cerata rossa a pois bianchi usata per la merenda è di Au Maison. La potete comprare online su I Love country chic shop.


Che la festa cominci!

lunedì 27 giugno 2016



Immaginiamo per un attimo che queste casine siano quelle di una piccola e ridente cittadina romagnola che per una settimana si trasforma nella capitale del "mangiar bene", che quello steso sia uno dei ricettari più famosi al mondo e che quelli lì siano gli occhialini del suo concittadino più illustre. 

Dal 25 giugno a Forlimpopoli è scattata l'ora X: fino a domenica 3 luglio il centro storico sarà animato dalla Festa Artusiana che da 20 anni prende il nome e rende omaggio a Pellegrino Artusi, padre indiscusso della moderna cucina italiana. 

Filo conduttore sono le preparazioni fatte in casa e le oltre 700 ricette del manuale artusiano "La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene" che rivivono nei tanti ristoranti e punti di degustazione allestiti lungo le strade, le piazze e i vicoli di Frampùl (come la chiamiamo qui), rinominati per l’occasione secondo i capitoli del celebre libro.


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Foto firmata per I love country chic da 2 vere buongustaie oltre che fotografe di cucina con i controfiocchi:
Sara e Chiara di 
Infraordinario Studio

Al Mèni: con le mani e con il cuore

lunedì 20 giugno 2016


Ha chiamato a raccolta sotto un tendone da circo a strisce bianche e rosse, sul lungomare di Rimini, i più giovani e promettenti cuochi in circolazione. Un omaggio in chiave enogastronomica allo spirito onirico di Federico Fellini e alla sua amata città. 

A guidare Al Méni – che in dialetto romagnolo significa 'le mani’ dal titolo di una poesia di Tonino Guerra – il circo mercato dei sapori e delle cose fatte con le mani e con il cuore, c’è un altro visionario: il re dei re Massimo Bottura

Per due giorni, sabato 18 e domenica 19 giugno, la cucina d’autore è scesa in piazza, di fronte al mare, per mescolarsi in mezzo alla gente comune. A questo evento importantissimo e unico nel suo genere ho dedicato un articolo sul magazine Mademoiselle Maison Living che se volete potete leggere qui e condividere sui vostri sociali. Alla prossima avventura! 











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Ringrazio di cuore Marco Poderi per le bellissime foto che ci ha girato. I crediti fotografici sono di Polidori&Partners.it

Al via l'estate di Forlì con i "Mercoledì del cuore"

mercoledì 15 giugno 2016



Come ogni estate che si rispetti tornano i "Mercoledì del Cuore" a infiammare a ritmo di musica, buon bere, cibo di strada, shopping ed eventi di ogni tipo, l'anima storica di Forlì. Dall'8 giugno al 13 luglio, tutti i mercoledì fino a mezzanotte, il centro della nostra città si rimette in movimento. La nostra via, in particolare, sarà chiusa al traffico per dare spazio anche quest'anno a "Regnoli Beach": un pezzo di spiaggia e di mare per tutti quelli che in Riviera ci vanno solo la domenica. 

Grazie al lavoro svolto dai commercianti e dai residenti, in via Giorgio Regnoli, arriveranno il rumore del mare, gli ombrelloni, i lettini, le immancabili cabine, le reti, i salvagenti, i pesci, le meduse, le spugne, i coralli e, quest'anno, anche una bellissima torretta da salvataggio dipinta rigorosamente di rosso all'entrata del Corso per dare il benvenuto a tutti! Ogni attività commerciale ha in serbo un ricco calendario di iniziative. 

Ci saremo anche noi naturalmente! Ci trovate davanti al negozio, dalle ore 21 circa, per presentare a tutti gli appassionati di decorazione la Vintage Paint, la pittura gessata che ha rivoluzionato il modo di dipingere. Potrete farci tutte le domande del caso e partecipare anche a delle prove di prodotto gratuite per imparare alcune semplici tecniche di decapatura e anticatura con una delle nostre decoratrici. Un piccolo angolo della città dove scoprire ispirazioni, suggerimenti e nuove idee per personalizzare la vostra casa.

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Foto scattata per noi da 
Infraordinario Studio

Gipsy garden: una carovana di artigiani e mercanti non convenzionali

domenica 22 maggio 2016


Oggi è bel tempo e qui in Riviera, si sa, coi primi soli si vola al mare. Ma per chi di voi, parlo a quelli più gitani e non convenzionali, fosse disposto a rinunciare anche solo per mezza giornata a tintarella e a una passeggiata sulla battigia, consiglio di fare una deviazione a Savio (tanto siamo in zona) e di tuffarsi nelle atmosfere bohémien, shabby e vintage del Gipsy Garden a Casa Minù


Trattasi di un suggestivo mercatino con circa 40 espositori "scelti", immerso nel verde della campagna romagnola, a pochi minuti dalle più blasonate località rivierasche. 

Chi troveremo ad aspettarci? Una carovana di artigiani, creativi e mercanti in un immenso giardino tutto da scoprire pronti a farvi da guida in una caccia al tesoro fra oggetti fatti a mano in legno e ceramica, mobili e complementi d'arredo in stile "campagnolo elegante" e bohémien, opere di cucito creativo e abbigliamento, gioielli e articoli realizzati all'uncinetto, oggetti vintage e antichità del rigattiere, per finire in bellezza con laboratori di calligrafia creativa. In loco sono previsti anche punti di ristorazione. Della serie, non ci facciamo mancare niente.

Un evento unico nel suo genere che gli amanti delle cose vecchie e dei mercatini all'aria aperta, non possono assolutamente perdere. Si comincia alle 11.00 di stamattina e si va avanti fino alle 22.00.

Siete pronti a conoscere questa allegra comitiva? 
Io ci sarò.

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Foto rigorosamente a tema, scattata per noi da 
Infraordinario Studio.

Come riprendere il filo...

giovedì 19 maggio 2016

Chi ci conosce e ci legge da quando abbiamo aperto il nostro blog, tanti anni fa, sa che ci è sempre piaciuto parlare delle aziende con cui collaboriamo in maniera particolare. Quanto tempo è passato... eppure sembra ieri sapete? Il tempo per riprendere il mano questo "diario", che così tanto ci ha regalato umanamente e professionalmente, non è mai abbastanza in effetti. 


In questi anni abbiamo visto crescere la nostra pagina Facebook e piano piano anche quella su Instagram che curiamo con più attenzione, mentre abbiamo sicuramente trascurato il nostro blog. Così abbiamo pensato di "riprendere il filo" e parlarvi dell'arte del ricamo, ripartendo dal raccontare - per parole e immagini - le cose belle che rendono così speciale il nostro lavoro. 


Vogliamo condividere con voi amici, alcuni scatti tratti dalla nuova collezione Danton di Romo, una delle aziende tessili inglesi più interessanti ed innovative nel panorama mondiale, di cui siamo orgogliosi rivenditori. 


In collaborazione con i migliori stilisti e fotografi in circolazione, la squadra di progettazione e disegno ha scelto come sfondo un vecchio castello francese, davvero perfetto per l'ambientazione della collezione. Le foto, di cui qui potete vedere una piccola selezione, sono di una bellezza senza precedenti. Ve le mostreremo un po' alla volta - come si fa con le cose che non si vorrebbe mai finissero - e vi invitiamo a venirci a trovare in negozio per ammirare questa collezione con i vostri occhi. 



L'arte del ricamo, dicevamo. Una tecnica tradizionale mediante fili di colore diverso, aggiunge un elemento di preziosità a questo elegante elemento floreale, declinato in una sofisticata gamma cromatica. La bellissima magnolia in bocciolo che vedete in questa bellissima foto viene ricamata su puro lino. 



Per chi come noi ama reinterpretare con un tocco unico le fedeli riproduzioni di mobili classici realizzate da maestri artigiani in via d'estinzione, questo divano letto in stile Luigi XV riletto in chiave contemporanea è un vero colpo di fulmine.



L'azzurro tenue di questo velluto riporta a nuova vita una vecchia poltrona dimenticata forse in soffitta e il verde azzurro di questi ricami filtrano la luce della finestra in maniera perfetta. 



Trame, stampati e tessuti ricamati. La collezione Danton di Romo presenta rigati interessanti e moderni disegni geometrici, insieme alla magnolia orientale e ad un elegante disegno floreale leggermente sbiadito, rievocativo del tipico giardino inglese trasposto sul fondo di lino. Affascinante l'accostamento col rombo geometrico dai bordi sottili ricamato sul tenero lino saia con cui è realizzato il copriletto. 



Di cuscini non ne abbiamo davvero mai abbastanza. E questi quanti sono belli? Fanno capolino da un vecchio mobile con ante ricoperte da rete da conigliera e sono realizzati con i tessuti di questa splendida collezione.



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